Risoluzione del tribunale economico-amministrativo. Aiuto – Forum investireoggi.info

Ciao!

Voglio chiederti un consiglio su una questione con il Tesoro e il mio mutuo, perché dopo essere andato al Tribunale economico-amministrativo, penso che mi si apra una porta per poter risolvere il problema.

Passaggio per spiegare il fatto:

Nel 2002 ho acquistato con il mio compagno una casa per la quale chiedevo un mutuo ipotecario di 54.000 euro.

Nel 2005 l’abbiamo lasciata e, a seguito della bolla immobiliare di quegli anni e dei lavori effettuati, ho messo in vendita la casa e quando arriva un acquirente per mettere i soldi decido di dargli la quota di cui ha bisogno. .. corrisponde e lo tengo, solo a mio nome, per il quale chiedo 1 surrogazione ipotecaria e proroga fino a 120.000 euro, per darvi la vostra quota.

La questione è che i soldi che do al mio ex socio, per comprare il suo 50%, che la banca emette in un assegno bancario e nei nuovi atti non si fa riferimento a detto assegno bancario.

Ebbene, nel 2014 il Tesoro viene da me e mi dice che posso detrarre solo per il primo importo che ho chiesto di acquistare la casa, cioè per 54.000 euro, dato che la proroga del 2005 non serve per comprare la casa, quindi da allora si mi ha detratto solo il 44,15% di quanto contribuisco al mutuo all’anno.

Non condividendo la delibera, propongo ricorso economico-amministrativo (allegando tutta la documentazione pertinente, compresa una copia dell’assegno bancario intestato al mio ex, sostenendo che la proroga del mutuo è stata fatta per acquistare l ‘altro 50 %) di cui ho appena ricevuto la delibera, letteralmente dicendo “in questo atto di compravendita (che estendo) non si fa menzione del pagamento contestato dall’interessato, non avendo in nessun momento sollecitato la rettifica dello stesso (opportuna agire per dare credito alla sua affermazione). “

È qui che chiedo consiglio poiché mi vengono in mente diverse opzioni e non so se qualcuna di loro serve qualcosa:

1) Ricorso avanti le Corti contenzioso-Amministrative, per il quale ho un periodo di 2 mesi, mettendomi nelle mani di un avvocato (con le spese che possono coinvolgermi senza garanzie di ottenere nulla).

2) Andare da un notaio per chiedergli di modificare gli atti e includere il pagamento che effettua tramite assegno bancario (non so se si può fare) e poi fare appello tramite l’appello straordinario di revisione, quindi in linea di principio non c’è termine (3 mesi dall’eventuale modifica degli atti).

Se vedi qualche altra opzione per favore decrmela.

Saluti e grazie in anticipo.

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