Mutui a tasso fisso o variabile, quale è meglio?

Buongiorno,
Ti darò la mia modesta opinione.
Per prima cosa devo dire che alla banca non importa se prendi un tasso fisso o variabile, nel senso che in entrambi i casi farai soldi (logico d’altra parte, in quanto corrono il rischio di non addebitare).
Quando una banca ti propone un mutuo a tasso variabile non si assume il rischio di perdita se i tassi salgono, in quanto solitamente si tratta di mutui coperti sul tasso di interesse, ovvero garantiscono il loro margine dall’inizio alla fine. Possono fare un buco solo rimborsando anticipatamente il mutuo, in modo che questi tipi di mutui abbiano una commissione sui tassi di interesse (che i mutui a tasso variabile non hanno).
Detto questo, e inserendo la query posta da Raul73, tutto dipende dal tuo livello di reddito, dalla stabilità del tuo lavoro, dalla percentuale del tuo reddito che è la tua quota e soprattutto da quanto tempo hai intenzione di ipotecare e quanti anni ti danno fisso Vota.
Se ti danno un tasso fisso dell’1,90% a 10 anni, logicamente non lo leccherei, perché secondo questo la curva di tipo l almeno in 5 anni l’Euribor era molto bassa. E il resto degli anni deve salire molto per te per rimediare.
Ma se ti danno un mutuo a tasso fisso per 30 anni, lo mettiamo al 2,25% -2,50% se l’ho preso, perché hai la tranquillità che tra 30 anni sei blindato.
E lo prenderei sempre con l’idea di mantenere il mutuo per quanti più anni possibile. Se sei uno di quelli a cui i debiti possono e hai intenzione di ripagare il mutuo come un matto, allora prendi il tasso variabile.
Ma immagina di ottenere un 2,50% fisso a 30 e l’Euribor al 4% in 10 anni. Non ha senso rimborsare il mutuo al 2,50% quando il mercato ti paga il 4% per i risparmi.

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